Certe cose dovrebbero restare come sono. Dovreste poterle mettere in una di quelle grandi bacheche di vetro e lasciarcele. So che è impossibile ma è un gran peccato lo stesso.

 


La radio di Oviesse
martedì, 23 giugno 2009
National - Fake Empire
Moby - New York, New York
Mgmt - Time to pretend
e una degli Stars di cui non conosco il titolo.

postato da Anita (verdeanita) martedì, 23 giugno 2009 alle 21:27 | link | commenti (1) |

Spremiti le meningi, anche se uno studente medio di medicina sa che questa affermazione non vuol dire niente.
martedì, 09 giugno 2009
Da circa dieci minuti il sig. Michele Adami tiene una rubrica di minchiate sul mio tumbloejfjer dal titolo "il circolo di Willis" (il cui titolo, mi dicono, è per intenditori).
Intanto, per rilassare la mia materia celebrale, che, dopo aver sopportato ordinanze idiote, ha imparato a memoria tutti i piani quinquennali e ha scrutinato un migliaio schede per le elezioni provinciali e europee, e produrre quindi un post corposo e sensato e costruttivo (e magari con meno subordinate, virgole e parentesi), sto facendo la babysitter ad una decina di bimbi fan dei Kraftwerk, ho il pavimento della camera ricoperto da libri e grammatiche e dizionari di tedesco, ho prenotato un volo per Berlino e il mio nuovo scopo è superare la dura selezione del sig. Sven all'entrata del Panorama Bar o fare la stessa cosa per entrare al Watergate.
[L'ultima parte è una frivola licenza poetica in quanto so bene che la mia permanenza a Berlino sarà esclusivamente in giorni infrasettimanali]
[Oppure se qualcuno passa per Berlino per gustarsi uno degli ultimi concerti del Lucksmiths, prenoto un aereo un paio di giorni dopo, ho compagnia in ostello, ed è fatta, vez!]

postato da Anita (verdeanita) martedì, 09 giugno 2009 alle 21:17 | link | commenti (2) |

Piazza Dante
venerdì, 29 maggio 2009
La cosa è semplice. Noi ragazzi di Verona, dopo un'ordinanza palesemente idiota, mirata di fatto a impedire dei semplicissimi ritrovi in una piazza, ce ne siamo fregati e abbiamo continuato a fare quello che abbiamo sempre fatto.
Così, mercoledì scorso, in Piazza Dante, dove stava accadendo quello che è normale accada in una piazza, sono arrivate volanti e poliziotti in tenuta anti-sommossa. E parecchi anche.
Anche se ci fossimo fermati a questo sarebbe stato comunque grave, ma pare che un paio di ragazzi siano finiti in questura, perchè stavano suonando una chitarra.
Nei video non si vedono manganelli, è vero. Ma la piazza piena di polizia, questa sì, si vede eccome.

Gentile, ma poi mica tanto, sindaco Tosi,
si vergogni.
Sono profondamente indignata, spaventata e piena di rabbia per quello che sta facendo alla nostra città.
Non mi addentrerò in particolari e profonde riflessioni, che sarebbero inutili, visto che da sempre i vostri provvedimenti denotano la lungimiranza di una pecora. Una lungimiranza che va da oggi alle prossime elezioni amministrative, nel senso che sono ideati per mantenere il consenso nel veronese medio (anziano, cattolico, democristiano quando non leghista e razzista) e non certo per risolvere i reali problemi.
In particolare l'ultimo. Quello che vieta a tutti di suonare in ogni spazio pubblico dalle 22 alle 8.
La motivazione da lei espressa sull'Arena è che noi ragazzi di Piazza Dante, con i nostri bonghi, disturbavamo la signora che abitava nelle vicinanze.
Mi dispiace per la suddetta signora, costretta ad alzarsi alle cinque del mattino.
Ma ci pensi bene, anche se forse è un pensiero troppo elevato. Secondo lei davvero i giovani di Piazza Dante si ritrovano il mercoledì sera solo per far casino? Davvero il loro intento è non far dormire i residenti?
O semplicemente non hanno un posto dove andare la sera? Perchè in centro non ci sono più cinema, perchè i locali non offrono nulla di più di una semplice birra, anche costosa peraltro, perchè i trasporti finiscono alle otto di sera e i serali alle undici e mezza?
Come ci volete? A casa? A casa a guardare canale cinque?
Ci troviamo lì, da circa un anno ormai. Suoniamo, parliamo, incontriamo gente, coloriamo con i gessetti colorati per terra (nessun problema di pulizia, sig. Sindaco, se ne vanno via con la prima pioggia, sempre che lei non voglia vietare anche quella), usiamo clave e palline, beviamo vino (Valpolicella, niente di esotico) e fino a mercoledì non era mai successo nulla. Intendendo con nulla, nessuna rissa, nessun disordine, nessun pestaggio. Perchè di cose, belle, fortunatamente in piazza Dante ne succedono.
Lei, a reprimere tutto questo, ha spedito volanti eccessivamente rumorose e poliziotti con caschi anti sommossa.
Il disordine, sig. Sindaco, l'ha creato lei.
La violenza, l'ha fatta nascere lei.
Ci troviamo lì da circa un anno, dicevo. E può star certo che non saranno queste ridicole e immotivate repressioni a fermarci.
E mi duole usare questo "fermarci" come si trattasse di una rivoluzione, quando di rivoluzionario, il mercoledì di Piazza Dante, non ha nulla.
Come mi è stato detto in questi giorni, le rigiro: "Il degrado non esiste. Viene denominato degrado ciò che è il risultato più ovvio per chi non fa nulla per opporsi alla desertificazione della città con assurde politiche neo-securitarie, invece che investire nella gestione armonica delle relazioni tra residenti temporanei e stabili, e tentare di attutire con politiche in prospettiva il naturale impatto generato dalla convivenza di differenti stili di vita."
Voi e la vostra stupida sicurezza, il vostro stupido decoro.
Lo sa che mia madre, quando mi chiede se non ho paura di girare a piedi da sola la sera, si sente rispondere che no, non ho paura. Per il semplice fatto che in giro non c'è NESSUNO. Nessun violentatore, rapinatore. Al massimo qualche ragazzo (veronese) sbronzo o qualche fascista.
La sicurezza non è una città deserta. E' una città viva.
E lei la sta solo uccidendo.
Ancora, si vergogni.
Ma tanto.
Anita Richelli

Sì, alla fine sono sbottata, e in questa manciata di parole c'è solo una minima parte delle cose che ultimamente mi fanno rabbrividire. In cui si ritrovano, tra le altre, la chiusura del Sesto Senso, la mia università, dove ora per prendere le merendine alle macchinette devi farti identificare con il numero di matricola, dove c'è un magnifico giardino che è rimasto chiuso per una settimana perchè si era rotto il cancello con apertura tramite identificazione di tesserino univeristario (anche qui, pensiero troppo elevato, ma lasciarlo semplicemente aperto?), le cariche in piazza Verdi per chi sta per terra a bere la birra, chi perde fiducia nelle librerie, chi vede i proprio amici cambiare completamente (a me è successo in seconda liceo, e qualcuno si ricorderà sicuramente la mia disperazione, ma soprattutto delusione) ma anche chi si chiede come farà a mantenere un tasso alcolico di zero. E soprattutto che senso abbia.

postato da Anita (verdeanita) venerdì, 29 maggio 2009 alle 14:40 | link | commenti (3) |

obbligatorio esserci!
giovedì, 21 maggio 2009

postato da Anita (verdeanita) giovedì, 21 maggio 2009 alle 11:59 | link | commenti (2) |

Berlin.
venerdì, 15 maggio 2009
Ho appena ricevuto una mail che mi dice che qualcuno ha rinunciato alla sua borsa per Berlino, e quindi sono diventata vincitrice io.
Sono talmente emozionata che mi scorderò di andare ad accettare la borsa (quindi lunedì cominciate a tempestarmi di messaggi per dire di andare all'Ufficio Erasmus).
tschussy.
Qui vi ho preparato una raccoltina al volo di canzoncine per festeggiare.
German Studies - The Breeders
Inaugural Trams - Super Furry Animals
Riprendere Berlino - Afterhours
The Slow Song - Luna
99 Red Ballons - Goldfinger
Boneless - The Notwist

Stasera sarò da qualche parte a sbronzarmi.

postato da Anita (verdeanita) venerdì, 15 maggio 2009 alle 15:51 | link | commenti (8) |

Zusammenbruch
lunedì, 04 maggio 2009
Io la odio questa sensazione. E' insoddisfazione, ma non so per cosa. Comincio a fare mille pensieri senza seguire un filo logico. Tipo che potrei comunque farla domanda Erasmus, magari per Tallin, ma poi no, io volevo andare a Berlino, allora forse potrei partire da sola, ma magari sarebbe il caso di laurearsi, allora potrei farmi il culo e fare un bel po' di tesi oggi e domani e consegnare la domanda di laurea il 15 maggio, ma poi non riuscirei a dare Europa Orientale il 14 maggio, ma poi forse non ce la farei comunque, allora è meglio studiare Politica Comparata, ma poi devo ancora fare le fotocopie, allora forse è meglio dedicarsi alla tesi, ma poi mi servirebbe una chiavetta per collegarmi a internet dal portatile, oppure fare il collegamento a casa, ma a ottobre dovrei cambiare casa, e in quel caso vorrei una singola, magari non troppo lontano dal centro, ma verso S. Donato o magari dopo Porta Santo Stefano, ma costa troppi soldi e allora dovrei trovarmi un lavoro, ma trovare un lavoretto idiota potrebbe essere più semplice se avessi la patente, in quel caso potrei anche portarmi il Ciao a Bologna e così potrei prendere una casa in periferia e magari ne troverei una meno cara, ma poi mi piacerebbe anche arredarmela benino e allora mi piacerebbe metterci un soppalco ikea.

Cazzo, è da due anni che ogni volta che mi sento insoddisfatta tutti i ragionamenti arrivano allo stesso punto: che la mia vita sarebbe più felice con un soppalco Ikea.
E fortunatamente valanghe di sociologi e antropologi mi hanno insegnato che non è il soppalco ikea che mi renderebbe felice, che se avessi un soppalco ikea probabilmente comincerei a desiderare ardentemente un altro oggetto altrettanto idiota, tipo un frigorifero bombato da mettere nella mia cucina bombata anni '50 verde e rossa.
Che è la percezione di me stessa con un soppalco ikea che mi fa credere che sarei più felice così.
E quindi ciò mi fa capire che non ci sia nessun reale problema, e questo mi rende ancora più inquieta e nervosa.

postato da Anita (verdeanita) lunedì, 04 maggio 2009 alle 15:12 | link | commenti (10) |

oink!
martedì, 28 aprile 2009
Ci terrei a farvi sapere che ho mal di testa e mal di gola.
In gola ho delle magnifiche placche.
Ho preso aspirine, propoli, caramelle balsamiche.
Poi ho preso anche del Polaramin e un certo farmaco antiallergico. Questo perchè sulle mani ho delle minuscole bollicine. Le stesse che mi erano venute quando avevo incontrato Pete Townshend in via Sottoriva.
Google dice che si tratta di Eczema disidrosico.
Ah, il mio rettore è appena tornato dal Messico.
Magic Bus, The Who (Live a Verona, 2007, quando mi erano venute le bolle, appunto)

postato da Anita (verdeanita) martedì, 28 aprile 2009 alle 15:29 | link | commenti (6) |

"slisi" è una parola che sul vocabolario non compare, quindi immagino sia dialetto.
domenica, 26 aprile 2009
Non so perchè i giovedì dell'Xm continuano a chiamarli "aperitivi biologici" quando il nome più appropriato sarebbe "devasto chimico". Ma vabbè.
Ci vado, perchè ultimanente ho disogno di degrado (occupazioni del rettorato, moretti in piazza verdi e centri sociali puzzolenti, appunto).
La mia spilletta dolcissima delle Au Revoir Simone non c'entrava assolutamente nulla, ne convengo. Ma serviva appunto a ricordarmi che io non appartengo a quella bolgia infernale di cani, piercing da toro al naso e capelli slisi dalle tinte viola rosse fucsia che infesta l'Xm ma a luoghi più ordinati.
Anche se poi verrebbe da chiedersi quanta differenza ci sia tra i vestiti stampino del popolo dei centri sociali (leggins, magliette leopardate, gonne cortissime barra inesistenti, pantaloni braga-mola con annesso portachiavi immenso o catena, insomma qualunque cosa riesca a produrre un clang clang) e il pubblico più cool dei concerti indie (cardigan, camiciola a quadri, vestitini H&M, occhiali da nerd).
Mi ci metto in mezzo, eh. Un po' ai primi e un po' ai secondi.
Comunque, alla fine torno a Verona e le cose da fare sono sempre poche o pochissime.
Decido, dopo varie consultazioni e una tazza enorme di caffè, di recarmi a Interzona.
Arrivo alle dieci e mezza e non c'è nessuno, così mi metto all'ingresso a ritagliare etichette con scritto "Pink Mountaintops" e ad attaccarle sul programma.
Poi mi prendo un gin lemon. Poi sorrido al sig. Pinch. Poi chiacchiero nella cucina. Poi in sig. Pinch comincia. Allora io continuo a entrare nella sala grande a vedere com'è la situazione, a tentare di ballare per rendermi poi conto che sono ridicola, così, da sola. Allora esco. Poi piego un po' di volantini. Poi mi prendo un bicchiere di vino. Ballo da sola ancora un po'.
Poi mi siedo ad un tavolino e guardo la gente che balla. Ce n'è abbastanza. Tipo un centinaio di persone. E tutte hanno speso i loro dieci euro, quindi sono lì con delle buone intenzioni.
La luci sono bellissime. Ma è la stanza a essere enorme. Quindi, nonostante la buona musica, le luci perfette e tutto il resto, è un po' difficile lasciarsi andare.
Il che mi fa pensare che effettivamente le grandezze siano un problema, anche se ci piace pensare che non lo siano o che il problema sia più lontano e superiore e indecifrabile.
Poi faccio un riepilogo delle mie ultime serate.
L'ingresso alla Casa 139 costava 12 euro, era un mercoledì e il locale era pieno. Ma i milanesi sono ricchi e i milanesi wannabe sanno che il be milanese ha questo costo.
L'ingresso all'XM24 costava zero, era un giovedì e il posto era pieno. I punkabestia non amano spendere e soprattutto non fanno differenza tra il giovedì e il sabato.
L'ingresso a Interzona costava 10 euro e Pinch ne prendeva lo stesso, più la metà, moltiplicato per cento. Forse meno perchè è buono e ha capito che qui la gente si fa il culo.
In cucina avevo parlato con i ragazzi del Kroen che si lamentavano del fatto che la gente si faccia tanti problemi a pagare 10 euro per una tessera arci senza capire che poi, quei dieci euro, verrebbero tranquillamente amortizzati, nel corso dell'anno (al Kroen poi, se fai la tessera ti offrono anche una consumazione).
Da lì poi, partono i soliti discorsi, che se ci ritroviamo ancora a farli vuol dire che non è cambiato nulla.
Tipo ma perchè la gente si ostina a spendere 10 euro per andare al Berfi's che è sempre la stessa serata ogni volta, e perchè invece di spendere quattro euro per una tessera associativa preferiscono andare in centro a bere una birra che costa, appunto, quattro euro.
Ma anche perchè non ci sono più cinema in centro.
E quanto ci metterà Tosi a sgomberare i ragazzi de La Chimica che hanno occupato un ex-bingo che già era un ex-cinema porno (perchè se non lo sapete, perchè io non lo sapevo, quelli de La Chimica hanno occupato questo bingo a Porta Vescovo, così Verona ha di nuovo un centro sociale e io devo dire che sono contenta anche perchè un centro sociale a Verona e diecimila volte più pulito e ordinato e silenzioso di un qualunque centro sociale di Bologna).

Alle due il bar deve smettere di servire alcolici, così mi prendo un Martini (bianco, con ghiaccio e limone, perfetto, grazie). A dieci alle tre le luci si accendono.
Passo un tavolo con la spugnetta, raccolgo qualche mozzicone, passo la scopa.
Poi saluto tutti, sorrido al sig. Pinch e vado a casa.
Tiro giù le tapparelle che sono le quattro di mattina e tra poco dovrebbe cominciare ad arrivare la luce.

[Il 16 Maggio, dopo Hell Demonio, The Death of Anna Karina e Afraid! metterò i dischi nella sala grande, quindi dovete venire a riempirla.]

postato da Anita (verdeanita) domenica, 26 aprile 2009 alle 23:58 | link | commenti (3) |

For the good place.
domenica, 26 aprile 2009
Questa sera ho apprezzato il sig. Pinch. E anche il gin lemon, il vino e il mio Martini. L'ingresso gratuito, le mie danze solitarie. I volantini che ho piegato, le etichette che ho tagliato.
Insomma, Interzona.

postato da Anita (verdeanita) domenica, 26 aprile 2009 alle 03:54 | link | commenti (2) |

I miei anni del liceo tutti in una volta.
domenica, 12 aprile 2009
. Sai che quando mi hai mandato quel messaggio con scritto che ti avevo ferito ma che forse non l’avevo fatto apposta mi veniva da risponderti: “No, era proprio quella la mia intenzione.”
In tono sarcastico, ovviamente. Dico, ti pare che ti dico delle cose così violente e crude apposta per ferirti? Te le dico perché le penso e perché voglio che tu sappia che le penso.
Non lo sai ma mi hai mandato anche te un messaggio pesante, oramai ieri, a ora di pranzo o poco prima.
Diceva che, sai, ora ti capisco quando mi dicevi del tuo equilibrio dopo il liceo. E mi veniva da risponderti: “Sì, quello che non ti dicevo era che bastava così poco a frantumarlo”.
Così, tutto mi è parso così fragile. Così, dentro una bolla di sapone, come forse sono stati questi ultimi tre anni. Scoppiati. Scoppiati.
Ti ricordi quando uno dei miei più cari amici stava per partire – nel senso di partire – e io ti dissi: “Vorrei tanto regalargli quest’album perché mi ricorda la sensazione che ho provato quando per la prima volta mi sono sentita a casa a Bologna. Ma forse non sentirebbe la stessa sensazione di sentirsi a casa in una città nuova e allora probabilmente non ha senso.”
Ora, con un po’ di sano egoismo, quell'album lo terrei tutto per me. Perché vorrei riassaporare il gusto di sentirmi a casa a Bologna perché sai. Era una bolla. Scoppiata. Scoppiata.
Sai, questo sarebbe il momento adatto se mi dicessero: vai a Berlino!
. I miei rullini, ultimamente, vanno tutti a puttane. I miei rullini scaduti.
Il primo no, quello è andato bene. Il secondo è venuto tutto buio. Il terzo ci ho messo tre ore a caricarlo. Non so neanche perché. Avevo bevuto pochissimo. E sopra c’erano foto importanti. Le foto con la neve a Verona e le foto con la casa di Melanie a Bruxelles che era fighissima. Insomma, mi si è aperto il dorso della Holga e tutto ha preso luce, ovviamente. Zac, un attimo e tutto quello che c’era sopra è scomprarso. Incredibile, no?
. Controllo il sito di Ferrara sotto le stelle come una volta controllavo il sito degli Yo La Tengo.
Figurati se me la perdo una sera a Ferrara sotto le stelle.
Finora non ci sono i concerti della vita, ma così, per tradizione.
La sera più interessante, per ora, è quella del 21 luglio.
Così andremo a Ferrara e io ti porterò da Zuni a mangiare pollo al curry.
Sai, a me il pollo al curry ricorda Zuni verso la mezzanotte e mezza l’una di mattina, quando avevo perso il treno e avevo una fame incredibile e da Zuni ho trovato pollo al curry, appunto.
Sai, Zuni alla fine è un posto come un altro. Un posto come un altro dove ho preso le miei decisioni sentimentali più importanti. Forse mentre per la prima volta mi ubriacavo di birra e da sola tornavo barcollando verso la stazione e quando entravo nella mia stanza alle quattro del mattino la mia compagna di stanza che non era un’ameba ma una persona vera si svegliava e mi chiedeva ma dove sei stata. E io dicevo “Ferrara” e lei sapeva che la mattina dopo avrei avuto una quantità incredibile di cose da raccontarle.
Così. Ti porto da Zuni e poi te mi porti a vedere quelli là che a me non piacciono ma a te sì.
Tanto a me basta Ferrara per star bene. E mi piace chiudere i cerchi.
[Signori, io qui ci riprovo. Ho deciso che era colpa dei social network invadenti se non riuscivo a scrivere. E poi ho capito che qui mi piace rileggere le cose sconnesse a distanza di un anno un anno e mezzo. E anche questo periodo ha diritto ad essere ricordato. Anche se un po' triste continuo ad esserlo.]

"Sì, ero così triste che  mi sono imposto di fare un nastrone allegro. Pensa che nel lato B ci sono solo canzoni con le trombette!"

<3

postato da Anita (verdeanita) domenica, 12 aprile 2009 alle 20:27 | link | commenti (1) |